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Furlandoni di Gallarate (Varese)

Sono conosciuti come gli Amaretti di Gallarate, ma in realtà il loro nome è “Furlandoni”. L’origine di questo prodotto infatti, s’intreccia tra storia e leggenda. All’inizio del Novecento un certo Furlandoni, gestore di un negozio di pasticceria in Via Mazzini, avrebbe preparato durante la serata gli amaretti e lasciati a riposare per la notte, ma un gatto ci passò sopra con le zampine, rompendo i biscotti. Al risveglio il Furlandoni colto di sorpresa voleva rifare l’impasto, mentre la moglie gli consigliò di vendere gli amaretti così come gli aveva trovati. Così nacquero i famosi “Furlandoni”. De.Co.: 17 Ottobre 2005.

Descrizione del prodotto
Un amaretto a forma di guscio di colore leggermente dorato con superficie irregolare, schiacciato al centro e cosparso di zucchero a velo, fragrante all’esterno e morbido all’interno dal retrogusto amarognolo e dal profumo delicato.

Dimensione: La grandezza corrisponde a quella di un guscio 1,5 cm di diametro.

Zona di produzione: Gallarate

La ricetta:

Prevede l’utilizzo di mandorle dolci bianche, mandorle amare, zucchero semolato, albume d’uovo e zucchero a velo. Il rito dello schiacciare gli amaretti prevede dei gesti particolari, vanno schiacciati uno ad uno senza romperli.
Ingredienti per 6 persone:
300 g di mandorle
300 g di zucchero
35 g di mandorle amare
Albumi d’uovo
Zucchero a velo per decorare

Procedimento:

Rivestire una teglia con carta da forno. Macinare in polvere le mandorle  e unirli con lo zucchero e gli albumi. Montare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Successivamente versare il composto in una sacca da pasticceri (in alternativa anche a mano) e confezionare tanti piccoli dolcetti, cospargere di zucchero a velo e lasciare a riposo per due ore. Dopo con le dita spingere leggermente i lati dei dolcetti verso il centro. Cuocere in forno precedentemente riscaldato a 180°-200° con lo sportello leggermente aperto per 15-20 minuti. 

Poesia: una famosa poetessa di Gallarate, ha dedicato alla leggenda dei Furlandoni una poesia in dialetto locale